L’Agcom (l’autorità garante delle comunicazioni italiana), tramite delibera, dal 6 luglio si riserva il potere di ordinare l’oscuramento in Italia di qualsiasi sito o blog accusato di violazione del diritto d’autore.

L’Agcom potrebbe irrogare sia sanzioni pecuniarie molto ingenti a chi non eseguisse gli ordini di rimozione dei contenuti sospetti, sia ordinare agli Internet Service Provider di filtrare determinati siti web in modo da renderli irraggiungibili dall’Italia. Il tutto senza alcun coinvolgimento del sistema giudiziario.

A sua totale discrezione. E semplicemente in base alla segnalazione di parti che vantino presunti diritti d’autore sui contenuti pubblicati. E siccome la legislazione sui diritti d’autore in Italia è molto complessa (il premier o un qualsiasi ministro della Repubblica, ad esempio, potrebbe vantarli su un’intervista o un intervento pubblico) questa delibera potrebbe significare una censura per il web italiano.

Come scrive Juan Carlos De Martin di Creative Commons su La Stampa (…) l’Italia si appresta a mostrare al mondo come un grande paese democratico possa distrarsi al punto da permettere a un’autorità amministrativa, invece che a un giudice, di decidere cosa è lecito pubblicare (…)

Ulteriori approfondimenti sulla vicenda potete leggerli quiquiquiqui e qui.

Per sensibilizzare i navigatori italiani sulla pericolosità di questa delibera per la libertà d’espressione degli italiani nel web e, allo stesso modo, per far comprendere quanto questa soluzione sia anacronistica nell’era di Internet, nasce il progetto Web Refugee.

L’idea parte da Bad Avenue, il blog più seguito e controverso dei comunicatori italiani, che dal 6 luglio 2011 smetterà di pubblicare e chiederà ad altri blog italiani di ospitare i suoi post. L’intervento sarà preceduto dalla spiegazione del progetto da parte del blogger ospite e dal logo di Web Refugee.

L’obiettivo è quello di formare una lunga onda virtuale, un blog itinerante, per sensibilizzare il maggior numero di persone sull’insensatezza e l’inutilità della decisione.

Potete seguire il progetto Web Refugee sul Blogroll qui sotto, cliccando sui link dei blog che ospiteranno di volta in volta Bad Avenue, oppure iscrivendovi alla fan page Web Refugee su Facebook, o seguendo il twitter WebRefugee e il rispettivo hashtag #refugeeoftheweb.

Oltre a seguire il progetto potete partecipare attivamente sostenendo l’Interrogazione al Parlamento Europeo di Sonia Alfano. Come? Mandando una mail alla commissaria europea Viviane Reding che fa parte del garante della Carta dei diritti fondamentali.

L’indirizzo per il mail bombing è questo: viviane.reding@ec.europa.eu

Ma ricordate di mettere in copia nascosta (Ccn) webrefugee@gmail.com

Inoltre i blogger possono scrivere a webrefugee@gmail.com per partecipare al progetto e ospitare per un giorno Bad Avenue nel proprio blog.

I comuni mortali invece, specie se creativi, possono mandare sempre all’indirizzo webrefugee@gmail.com annunci o video per combattere la censura del web italiano e sostenere il progetto Web Refugee.

Donald Draper